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lunedì 14 settembre 2015

Il Divino - Hanuka, Hanuka, Lavie


Ma com'è, una volta le tue opinioni non richieste sui fumetti che hai letto non le iniziavi con la copertina? Eh si, ma il punto de Il Divino sta tutto qua.
Questi sono i gemelli Johnny e Luther Htoo, due ragazzini dodicenni birmani che, oltre ad avere l'hobby del sigaro, negli anni '90 sono stati leader di un gruppo di guerriglia armato chiamato La Mano di Dio (come Maradona ma con più Kalashnikov) che combatteva nell'est del paese contro il regime oppressivo militare dello stato. I ragazzini erano venerati a tal punto dai loro seguaci che si diceva avessero i poteri maggichi e fossero invulnerabili tanto ai proiettili quanto alle mine antiuomo (come Maradona ma con meno scudetti).
Questa foto è diventata in poco tempo un po' il simbolo del problema dei bambini-soldato in Asia e gli autori, imbattuticisi per caso nel 2007, decisero di farci su un fumetto.

The Divine, appunto
Eccovi la copertina adesso:


La storia del fumetto ha in verità poco a che fare con la Storia quella vera, quella della foto, se non fosse che ci sono due gemelli di 12 anni, uno coi capelli di Skrillex e la sigaretta in bocca e l'altro che sembra un poco ricchiunciello coi poteri maggichi che guerrigliano per la libertà.
Il resto della storia è... ma sapete na cosa? Tutto sommato non c'è nemmeno bisogno di parlarne, la conoscete, l'avete vista e stravista in tutte le salse, cade in quella macrocategoria che io tendo a definire balla coi lupi.
Abbiamo tutti un balla coi lupi. Anche voi avete un balla coi lupi, sono sicuro. Si da il caso che il mio balla coi lupi sia Balla coi Lupi. Mi spiego:
C'era una volta un piccolo Mik che all'età di 7-8 anni, come tutti i bambini di 7-8 anni, aveva il controllo esclusivo del telecomando. Capirete lo stupore quando, in una sera del '92 o giù di lì, al buona sera di Michele Cucuzza che tradizionalmente sanciva l'inizio della sua potestà televisiva, si sente dire dal padre: "Non cambiare canale, stasera devo vedere io la televisione. Devo vedere BALLA COI LUPI". Dopo aver passato tutte le fasi dell'elaborazione del lutto, provando prima a cambiare lo stesso canale come se non gli fosse stato detto niente, poi a sbattersi per terra in preda a crisi isteriche, passando ai tipregotipregotipregotiprego e se mi fai vedere stasera poi ti prometto che domani vedi tu per poi finire imbronciato a un lato del divano, il piccolo Mik iniziò a guardare Kevin Costner ed i suoi folti baffoni autoalimentare il proprio ego per tre ore e mezza di film.


Un balla coi lupi ce l'avete pure voi quindi, non si scappa, è il primo film che avete visto in cui tizio bianco, generalmente americano, va ad ammazzare selvaggi in terra selvaggia ma per i casi della vita e gli scherzi del destino si trova a strettissimo contatto coi selvaggi che si rivelano non essere poi tanto selvaggi e finisce con lo scoparsi la figlia del capotribù e sparare ai bianchi. Se siete più giovani magari il vostro Balla coi Lupi potrebbe essere L'Ultimo Samurai, o Avatar, se siete più vecchi inece Lawrence d'Arabia, o Superman, o qualcosa nella Bibbia.
E' una roba talmente usata ed abusata che non vale nemmeno la pena stare a parlarne. Può essere fatto bene, può essere fatto male, ma quest'è. In questo caso è abbastanza nella media, con una parte iniziale troppo lunga e troppo lenta, personaggi tagliati con l'accetta e poco interessanti ma ritmo vivace nella seconda parte.

Se questo fumetto, abbiamo appurato, non passerà agli annali per storia e originalità, cosa resta?
Beh, restano le tavole dei fratelli Hanuka, coi disegni tirati via il giusto, un po' piatti nella prima parte in america ma poi sfrenati e scatenati nella seconda parte, con dei colori acidi che sembrano usciti fuori da Hotline Miami e il bellissimo contrasto tra gli esseri appartenenti al mondo magico e quelli appartenenti al mondo reale di cui vi lascio qualche esempio qua sotto





Il fumetto è stato pubblicato in Francia da Delcourt ed in America da First Second, mentre in Italia è uscito da poco edito da Bao Publishing in una bella edizione cartonata a 19.90€, e se vi spicciate lo trovate ancora in sconto assieme al resto del catalogo Bao per un'altra decina di giorni.

Nella scala dei balla coi lupi che va da Balla coi Lupi a Balla coi lupi, questo Il Divino è Balla coi Lupi, ma in edizione restaurata piena di frizzi e lazzi e con l'HD che conti i peli sulle penne in testa a Kevin Costner e gli occhiali treddì che UAAAAHHH, QUELL'ACCETTA SEMBRA CHE ESCE DALLA TELEVISIONE

mercoledì 4 febbraio 2015

Cotto a Puntino - Guillame Long

Non è che mi sia fatto prendere pur'io dalla cucinamania che sembra esser scesa sull'Italia da qualche anno a questa parte, eh! Si, certo, Mi piace guardare Bastianich che sputa nei piatti, Cannavacciuolo che tira i suoi benevoli schiaffoni ai cuochi dei ristoranti in rotta di fallimento, son diversi anni che non mi perdo una puntata di Hell's Kitchen... però non metto mano ai fornelli se non costretto e la Clerici e la Parodi manco morto!
Fatto sta che una di ste sere in libreria, in cerca di qualcosa di diverso da leggere, mi trovo davanti questo fumetto e, considerato che a pranzo non avevo mangiato niente decido di portarlo in cassa per farmi del male per tutto il viaggio in treno fino a casa. Ricordo pure di averne letto un minitrafiletto su una delle classifiche di fine anno Migliori Fumetti del 2014 di qualche rivista generalista, quindi il nome mi ronzava in testa.
Piccola parentesi, intendiamoci, io non mi fido granché delle recensioni di fumetti che trovo su Panorama, L'Espresso o chi per loro perché in linea di massima son scritte dalle stesse persone che recensiscono i libri, che di fumetto non capiscono niente, e se ti va bene usano gli stessi metri di giudizio che sono stati abituati ad usare coi libri per anni (cosa che non si fa perché ovviamente libro e fumetto son due oggetti diversi, dalla struttura diversa, che usano un linguaggio diverso, hanno scopi diversi... l'ho scritto abbastanza volte DIVERSI no?), ma se ti va male il fumetto nemmeno l'hanno sfogliato e riempiono la loro classifica un po' per sentito dire, un po' perché gli tocca, un po' per moda e un po' per far piacere all'amico, però m'era venuta la curiosità di vedere com'è fatto un libro di cucina a fumetti e questo era l'unico di cui avessi mai letto qualcosa, per quanto da una fonte non esattamente affidabile, quindi l'ho preso praticamente a scatola chiusa.


Quindi mi siedo nel treno, inizio a sfogliare e... "Sto Cotto a Puntino è proprio na strana bestia" penso dopo cinque minuti, non è affatto un libro di cucina ma sembra più un diario, una collection di microstorie più o meno legate alla cucina: in una pagina lui che si gasa per un grembiule nuovo, poi tre pagine su come si fa il caffé, poi una pagina con una ricetta sull'insalata di dente di leone, due pagine su come si abbuffa di ciliegie, mezza pagina su come gli faccia schifo il pesce impanato... Il risultato è scollato e disomogeneo, come gli è venuto in mente a questo di scrivere un fumetto in questo modo?
Al che mi viene il dubbio, apro il risvolto di copertina con la biografia dell'autore e "[...] Dal 2009 il nostro raffinato buongustaio può dirsi un uomo soddisfatto, dal momento che trova il modo per unire con umorismo cucina e fumetti all'interno di un blog gastronomico ospitato sul sito del quotidiano Le Monde e opportunamente chiamato Cotto a Puntino".
AAAAHHH! (urla di morte) Una raccolta da blog? Una FOTTUTISSIMA raccolta da blog? Dovrebbe esserci una legge che ne vieti la pubblicazione, o che renda almeno obbligatorio un banner grosso grosso e rosso in copertina con su scritto ATTENZIONE RACCOLTA DA BLOG!
Forse non s'era capito ma io odio le raccolte da blog, sono sbagliate a prescindere. La tavola da blog ha un senso nella sua immediatezza e nella sua contemporaneità, buttata in un libro in mezzo a 70 suoi simili a distanza di anni non solo perde lo spirito del momento in cui è stata scritta e pubblicata, ma perde di acume: è stata scritta per essere letta in un minuto scarso ed in quel poco tempo deve lasciare il segno, in un insalatone questa caratteristica strutturale si perde. E' come la Legge di Conservazione del Ninjutsu: in ogni battaglia è disponibile solo una quantità finita di Ninjutsu, perciò un solo ninja è una macchina di morte, tanti ninja sono carne da cannone.
Insomma, se lo sapevo non lo compravo proprio.


Astio pregiudiziale a parte, le storielle son carine e simpatiche, non mi sognerei mai di dire utili ma comunque curiose. Le meglio riuscite sono i reportage in bianco e nero lunghi una decina di pagine o poco più dei viaggi culinari di Guillaume all'estero, a Budapest e Venezia, comprensivi di recensioni di ristoranti, consigli turistici, momenti sfiziosi... Bello! Per il resto si alternano ricettine semplici semplici e momenti personali senza grandi scossoni.
I disegni, per quanto ad una prima occhiata sembri che se davo dieci mila lire al mio falegname le faceva meglio, hanno stile e carattere, e sono meno semplici di quanto sembri: c'è una tavola a inizio volume dedicata a "come riconoscere il pesce quando non ha la forma di un pesce e stupire così il vostro pescivendolo" dove sono rappresentati 35 filetti con poche linee e pochi colori ma in maniera azzeccata. Se avete preso qualche volta la matita in mano sapete quanto sia difficile a volte rappresentare gli oggetti di uso più comune, perché se con l'anatomia, le prospettive, i palazzi e le automobili puoi aver fatto tanta pratica non ti viene in mente di disegnare una caffettiera, uno scolapasta, 35 filetti di pesce o venti pomodori di specie diversa finché non ti trovi effettivamente a doverlo fare.

Insomma un volumetto carino, curioso e sfizioso ma difficilmente ne comprerò un seguito. Piuttosto leggo il blog che tanto il francese si capisce, va.

In una scala dei tuoi piatti preferiti che va da pasta e zucca (mia nemica fin dai tempi dell'asilo) a spaghetti con le vongole (se esistesse un dio mangerebbe solo quello), cotto a puntino è un piatto di orecchiette con le cime di rapa (ricetta tra l'altro contenuta pure nel libro): non lo ordinerei mai, se me lo trovo davanti però me lo mangio ed è capace che mi piace pure, ma continuerò a non ordinarlo mai

domenica 9 novembre 2014

La Grande Odalisca - Ruppert, Mulot, Vivès



Y-Y-Y-Yeux de chat
Y-Y-Y-Yeux de chat
C'est le nom d'un compact de trio!
Sont trois sœurs qui ont fait un pacte!
Yeux de chat un autre coup a été fait!

Stando a google translate la canzoncina di Cristina D'Avena di Occhi di Gatto, il cartone animato giapponese sulle 3 sorelle mariole che titillò le fantasie lesboincestuose di tanti bambini negli anni '80/90 senza che nemmeno conoscessero il significato di lesboincestuoso, dovrebbe suonare così.
E che c'azzecca? Beh, anche in questo fumetto ci sono 3 signorine, che non saranno sorelle ma vanno in giro per Parigi a rubar quadri, e titillano pure loro, anche se si fermano alla sfera lesbo.
Carole e Alex sono amiche da tanto tempo. Carole è un ex ginnasta e la mente del duo criminale, Alex non ha abilità particolari ma ci mette tanto entusiasmo. Le due ragazze, per fare il "salto di qualità" e rubare La Grande Odalisca di Ingres dal Louvre, avranno bisogno di allargare la squadra ed ingaggeranno Sam, motociclista acrobatica in cerca di un secondo lavoro.



Ruppert e Mulot sono presentati in quarta di copertina come gli idoli dell'underground francese, e sono in effetti abbastanza underground da far si che questo sia il primo loro fumetto che prendo in mano. Con Vivès invece ho un minimo più di familiarità essendomi già passato per le mani Il Gusto del Cloro, storia d'amore adolescenziale vissuta tra le corsie di una piscina che apprezzai al tempo.
Fatto sta che non mi è ben chiaro come i tre si siano divisi i compiti, chi abbia scritto, chi disegnato, chi fatto i layout, chi gli sfondi e via così, ma il risultato, almeno dal punto di vista grafico, non è niente male.
Il libro è un librone bello grosso (Cartonato, pubblicto in Italia da Bao Publishing a 18€), come da tradizione per il fumetto francese, ragion per cui si passa dalla splash page gigante come quella dedicata al piramidone del Louvre (la pagina preferita di Giacobbo) alle 4 bande senza che il disegno sia mai soffocato. I personaggi sono rappresentati con pochissime linee, a volte anche una sola, come fossero degli sketch, ed a definire i volumi ci pensano i colori. Quello che perde in dettaglio il disegno guadagna in dinamismo, e dato che ci sono pagine e pagine senza un balloon ma in cui le signorine vanno in giro per musei a rubar quadri e picchiare guardie senza dire una parola, questa è cosa buona e giusta.
Gli sfondi invece non ci sono sempre ma quando ci sono e vengono rappresentati gli esterni, pur mantenendo lo stile sporco "da bozzetto", mostrano una cura e un dettaglio nella rappresentazione delle architetture che da la sensazione se ne sia occupato una persona diversa da quello dei disegni. O due. Può essere. Nun se capisc.


Fatto salvo che il risultato è comunque buono, a volte però si ha un po' troppo una sensazione strana, come se gli elementi del disegno siano scollati tra di loro, come se le ragazze fossero appiccicati sugli sfondi come in un collage.
E' curioso però come le protagoniste, tra tutti i quadri che ci sono al Louvre, si trovino proprio a dover rubare La Grande Odalisca che è uno dei "quadri sbagliati" più famosi della storia dell'arte: quello dove Ingres, per dare una schiena più sinuosa al soggetto rappresentato, manda a fanculo l'anatomia e decide di darle 3 o 4 vertebre più di quanto dovuto. La scelta è particolare, no? Come se ti volessero dire oh, qua dentro troverai qualche anatomia sballata, qualche prospettiva non proprio rigorosa e alla storia faremo fare un po' di salti a caso ("Hanno rapito il nostro amico, andiamo a prenderlo in Messico?" "Ok") però qua stiamo facendo arte e nel frattempo ci divertiamo pure, non ci cacate il cazzo e lasciateci fare.
Fate, fate. Se ne fate pure un altro so contento e vi compro pure quello.

domenica 6 luglio 2014

Il Mik Consiglia: Luglio 2014

5 fumetti 5... sto mese non ce li ho, fa caldo e a quanto pare d'estate la gente non legge fumetti, esce molta poca roba.

3 segnalazioni comunque ce le ho!




Kick Ass 3 #1


Con Hit-Girl rinchiusa in carcere, tocca a Kick-Ass guidare il gruppo supereroistico della Justice Forever. La prima missione? Far evadere la nostra piccola stronzetta! Con gli eroi in costume ormai fuorilegge, riuscirà Dave a non perdersi in un bicchier d’acqua?


E sta per finire pure Kick Ass, che come tutta la roba di Millar un po' amiamo e un po' odiamo, un po' yeee e u po' mbof.

L'albetto contiene i primi tre numeri dell'ultima serie di kick ass, a detta di millar dopo questi pssiamo anche dire addio a Dave e Mindy... siii... ceeeeerto... ti credo proprio guarda

Panini Comics, Brossurato, 48 pagine a colori, 3€

Come Prima

Due fratelli. Una Cinquecento ehe ha visto giorni migliori. Un lungo viaggio in macchina. E quasi vent'anni di silenzi che diventano insopportabili, lasciando spazio a confidenze troppo a lungo negate, ad ammissioni che sono l'inizio di una necessaria guarigione, della possibilità di perdonare e di perdonarsi.

Che dire di questo fumetto? vi basta che è stato il vincitore del premio della giuria all'ultimo Angouleme? No? come no! beh effettivamente non basterebbe nemmeno a me, però allora vi tocca aspettare che lo legga perché vi possa dire di più, e per come vanno le cose fate prima se lo leggete voi e dite qualcosa a me...

Bao Publishing, Cartonato, 220 pagine a colori, 19€

Topolino

Pkers a raccolta! E' tornato Pk, quello vero, quello di 18 anni fa, quello senza il quale molti di noi 20 anni dopo forse non starebbero ancora a leggere fumetti!
A partire dal 2 luglio per 4 mercoledì sulle pagine di topolino sarà serializzata una nuova storia, dal titolo Potere e Potenza, scritta da Artibani, disegnata da Pastrovicchio e colorata da Monteduro, proprio come 18 anni fa... Manly tears will be shed...
Adesso compratelo in massa però, così magari ci danno una serie tutta nuova (o almeno ristampano questo qua in maniera migliore che la carta su cui stampano il topo oggidì è terribile)

Vi devo davvero dire come è fatto un topolino? costa 2.50€ adesso, comunque

venerdì 4 luglio 2014

La Gigantesca Barba Malvagia - Stephen Collins


L'isola di Qui è un posto ordinato. Molto ordinato. Pure troppo. Le strade sono pulite, tutte le case sono uguali, gli alberi e le siepi tagliate tutto allo stesso modo. Gli abitanti di Qui sono altrettanto ordinati, impeccabili, perfettamente vestiti e rasati, puntuali ogni lunedì mattina in ufficio ad analizzare dati, compilare tabelle, rappresentare tutto in un grafico.
Al di la di Qui, oltre il mare, c'è . Lì per gli  abitanti di Qui è un posto dove regna il disordine, il caos, il male. Nessuno ci è mai stato, chi ha provato ad avventurarsi per mare per andare Lì non è mai tornato, quindi sarà sicuramente un posto brutto, talmente bruto che tutti gli abitanti di Qui che hanno casa vicino al mare non hanno nemmeno una finestra che si affacci verso Lì.
Dave abita Qui, ed è sempre stato completamente glabro tranne un unico piccolo peletto sotto al naso che non riesce a tagliare via, ogni volta che ci prova questo ricresce quasi istantaneamente.
Un giorno però a Dave viene un attacco di panico al lavoro ed il suo pelo inizia a crescere, crescere, crescere, gli vien su un bel barbone fluente che per quanto provi a tagliare cresce sempre più forte e veloce di prima, finché non riesce più a tenerla chiusa in una stanza diventando un problema di ordine pubblico per Qui ed i suoi abitanti.


La critica, quella seria, quelli bravi, si diverte a dare definizioni come "favola per adulti" che io come al solito non riesco a capire granché. Non ci stanno zizze, non c'è sesso, non c'è una rappresentazione particolarmente cruda della violenza, La Gigantesca Barba Malvagia parla della paura che si prova verso quello che non si conosce, della repulsione ed allo stesso tempo della fascinazione che si prova verso il diverso. Non mi sembra roba da tenere fuori dalla portata dei bambini, anzi.
Dave vorrebbe essere un cittadino modello per Qui, vorrebbe vivere la sua routine felice come tutti gli altri, invece è irrequieto, si fa troppe domande, e cova tutto questo caos dentro di se finché la pelle non riesce più a trattenerlo ed ha questa trasformazione kafkiana: inizia un viaggio che lo porterà dall'essere uno qualunque ad un individuo unico e la sua trasformazione, così straripante, farà in un certo senso da esempio agli altri cittadini di Qui che non avranno più vergogna di quel pezzettino di Lì che si nasconde sotto la pelle di ognuno.


Il fumetto è in bianco e nero, un po' per riflettere la monotonia di Qui, ma invece di scegliere la strada "piatta" della china Stephen Collins si lancia in un ardito chiaroscuro a carboncino e riempie i neri di striature, dettagli, onde, movimento, per mostrare quanto caos e quanta vita si nascondano dietro l'apparente monotonia del nero.
Andando sul lato più fumettistico, Collins usa poco i baloon, la carretta la fa portare avanti alla voce narrante fuori campo che parla sempre in rima (aspetto che un po' si perde nell'edizione italiana Bao, altrimenti impeccabile, bel volumone grosso con ottima carta), al montaggio della tavola e al taglio delle vignette, roba di una complessità e di un respiro tali che non te li aspetti mica da un tizio che è abituato a disegnare poche tavole per le strisce a fumetti del Guardian!

Nella scala delle barbe più belle della storia, che va da zozzerie a la Jack Sparrow al barbone di Gandalf, La Gigantesca Barba Malvagia è la barba di Hagrid: folta, densa, larga, incasinata. e (per far contenta la critica) che piace anche ai bambini.

lunedì 5 maggio 2014

Il Mik Consiglia - Maggio 2014

5 FUMETTI 5 PER NON PENSARE ALLA CIOCCOLATA CHE AVETE FIORETTATO DI NON MANGIARE


Eh, lo so, ho scritto pochissimo il mese scorso, ma sto in un periodo in cui ho poco tempo e leggo pochissimo e quel che leggo non mi piace abbastanza da farmi venire voglia di mettermi qua sulla sedia a scrivere qualcosa. Però il Mik consiglia non lo salto.

Mi gioco un +1 subito che può darsi non esca sto mese...

L'ETERNAUTA

Il best seller a fumetti L’Eternauta arriva in edizione economica per raggiungere un pubblico ancora più grande. Quattro amici giocano a carte in una mansarda, nei dintorni di Buenos Aires. Improvvisamente cala il silenzio, fuori è iniziata una strana nevicata fosforescente: ogni persona toccata dagli strani fiocchi muore istantaneamente. è l’inizio di una lotta per la sopravvivenza contro una terribile invasione aliena. Il più famoso fumetto argentino, opera dei maestri H.G. Oesterheld e F. Solano López e uno dei capolavori assoluti del fumetto mondiale arriva finalmente in Italia in una edizione mai vista prima. Conosciuta nel nostro paese nella versione rimontata di Ruggero Giovannini, L’Eternauta ritorna alle origini nella sua inedita versione orizzontale, non rimontata e ripresa in gran parte dagli originali che hanno permesso di riscoprire particolari da tempo perduti.

Allora, amazon lo segna in uscita il 31 maggio e le date di amazon sono quello che sono, quindi può darsi esca un po' prima o più verosimilmente un po' dopo, ma oh, è l'eternauta. Da un po' è uscita l'edizione della morte deluxe cartonata ma 40€ non tutti se la sentono di cacciarli per un libro, l'edizione "economica" è ben gradita!

001 Edizioni, Brossurato, 352 pagine in b/n, 19€.
In uscita il 31 Maggio

MARVEL OMNIBUS SPIDER-MAN DI TODD MCFARLANE & ERIK LARSEN

Torna Spider-Man, il fumetto-mito degli anni 90! Todd McFarlane stupisce con disegni spettacolari e un mix di tematiche horror e humor nero. Peter Parker affronta i suoi avversari più classici come Lizard, Hobgoblin e Morbius, e ospiti del calibro di Wolverine. In appendice, anche le storie di Erik Larsen. 

Niente urla anni '90 come le tele a spaghetto de L'Uomo Ragno disegnato da McFarlane.
E' l'eroe del momento, la rivoluzione stilistica che portò McFarlane ha eco ancora oggi, se c'avete 50 patate da tirar fuori dal portafogli accattatavill.

Panini Comics, Cartonato, 512 pagine a colori, 49€
In uscita l' 8 Maggio

EAST OF WEST 1

Ritorna l’affiatata coppia Jonathan Hickman-Nick Dragotta, con una delle serie creatorowned più acclamate degli ultimi tempi. La saga di East of West mischia fantascienza apocalittica e western di frontiera in un esplosivo mix che ha conquistato critica e lettori di tutto il mondo!

Il protagonista di questo Western futuristico post(pre?)apocalittico è Morte, il cavaliere dell'apocalisse, che va in giro per gli Stati Nontantouniti d'America in cerca della sua innamorata mentre gli altri tre cavalieri bambini (si, è na storia lunga, avrete più piacere a leggerla che se ve la racconto io, fidatevi) cercano di accopparlo
E' un Hickman un po' più misurato del solito, più tarato per il grande pubblico in questa serie, e questo approccio è un po' un'arma a doppio taglio, se le storie convolute e la sensazione di grattare solo la superficie del grande apparato che mette su nelle sue storie tradizionali vi ha sempre intrigato, questa vi sembrerà una lettura leggera, se invece roba come Red Wing v'ha sempre fatto venire il mal di testa... cambiate hobby.

Panini Comics, Brossurato, 144 Pagine a Colori, 14€
In uscita l'8 Maggio

GOTHAM CENTRAL – SERVIRE E PROTEGGERE


Essere poliziotto non è facile. Men che meno in una città che adora essere sordida e corrotta. I testi di Greg Rucka e Ed Brubaker e i disegni di Michael Lark hanno contribuito al successo di Gotham Central, una delle serie rivelazione degli ultimi anni. Una descrizione realistica della città e un’analisi approfondita delle conseguenze delle azioni di Batman per quel dipartimento di polizia che crede di aiutare: questi gli elementi che hanno trasformato la serie in un vero e proprio cult. Finalmente, in un unico volume la raccolta integrale dei primi tre cicli narrativi. Assisteremo all’incontro tra Renee Montoya e Harvey Dent dopo Terra di Nessuno e al ritorno di Mister Freeze e del Joker, tra gli altri.

Gotham Central è uno dei miei fumetti preferiti, è uscito in tutte le salse in questi anni però se non l'avete mai letto dovete prenderlo, mi sentirei sporco dentro se non ve lo consigliassi.

Lion Comics, Brossurato, 344 Pgine a Colori, 18.95€
Già uscito.

ASSASSINATION CLASSROOM 1

Geniale, irriverente, provocatorio, il manga di Yusei sta spopolando in Giappone! Korosensei è praticamente invulnerabile, vola a velocità mach 20, ha un corpo tentacolato, vuole distruggere la Terra e… insegna nella classe 3-E! Riusciranno i suoi amati alunni a ucciderlo prima che disintegri il mondo?

Di sto coso qua ne so poco, come di quasi tutta la roba che vien fuori ultimamente dal Giappone, però a giudicare da come lo spingeva la paninni al Comicon deve essere la next big japan sensation, il nuovo Bleach o il nuovo Naruto va. Se v'attira sta roba siete avvisati. Non vi preoccupate, poi vi passa. Spero.

Panini Comics, Brossurato, 184 pagine in b/n, 4.20€,
in uscita l' 8 Maggio

LA GRANDE ODALISCA

Gli idoli dell'underground francese, Ruppert e Mulot, in collaborazione con la stella della BD Bastien Vivès, raccontano la storia di un audace colpo al Louvre che non può non ricordare il cast e le atmosfere del Cat's Eye del mangaka Hojo Tsukasa. Volume di grande formato, visivamente ultra spettacolare, non sacrifica la psicologia dei personaggi per favorire l'azione, che anzi si fonde perfettamente con l'approfondimento dei caratteri della banda criminale più affascinante mai narrata dal fumetto francese moderno. Un volume imperdibile, campione di vendite in Francia e già destinato ad avere un seguito, come si conviene ai blockbuster dall'innegabile successo di critica e di pubblico.

Ruppert e Mulot non so chi siano, quello che conosco è Vivès, l'autore del bellissimo Il Gusto del Cloro uscito anni fa per Black Velvet (credo... a guardarlo da qua, in libreria, quello sembra il logo della black velvet ma non mi alzo dalla seggiola apposta per andare a vedere). Io lo compro poi fate un po' voi.

Bao Publishing, Cartonato,128 pagine a colori, 18€
In uscita il 15 Maggio

martedì 28 maggio 2013

Revolver

Mi addormento di qua, mi sveglio di là. Mi addormento di là, mi sveglio di qua.



Il Revolver del titolo non c'azzecca niente con la pistola, o meglio c'azzecca si ma solo con una sua parte: il tamburo, l'alloggiamento dei proiettili, il coso che ad ogni BANG gira su se stesso e gira, gira, gira fino a trovarsi alla posizione di partenza.
Sam vive in due realtà diverse. Nella prima è un noioso impiegato di un noioso giornale dove ha un noioso lavoro che consiste nell'editare foto di feste di riccastri, odia il suo capo, non ha nessun rapporto con i colleghi, ha una fidanzata che non pensa ad altro che quale tinta di verde delle tendine si abbini meglio col nuovo divano da 10.000$ appena comprato. Nella seconda realtà il mondo è andato a rotoli, influenza aviaria, disastri naturali e guerre atomiche hanno sfasciato tutto lo sfasciabile e Sam, che si vede ogni giorno costretto a fare scelte difficili per campare, assieme al suo capo ed i suoi colleghi con cui si è barricato nella sede del giornale, decide di fare la sua parte con quello che meglio sa fare, stampare un giornale dal titolo REVOLVER da sganciare con un'aereo sulle zone più densamente popolate  in modo da informare quante pù persone possibile sulla situazione generale dopo che queste son state lasciate completamente all'oscuro dal crollo dei mezzi di comunicazione tradizionali.
Ogni notte, alle 11.11, BANG, Sam si addormenta e si risveglia nell'altra realtà, passa da quella in cui è un vermetto insoddisfatto a quella in cui deve tirar fuori le palle o muore ed ha un alto scopo, ed inizierà ad usare le informazioni ricavate nell'una per migliorare la vita nell'altra e viceversa.
Si, sembra molto Awake pure a me, ma questo è uscito un bel pezzo prima.


Matt Kindt si carica tutto il lavoro sulle spalle, scrive, disegna, inchiostra, non so se lettera visto che per una volta ho comprato l'edizione italiana (Bao Publishing, 17€ o giù di li, cartonata, molto bella) però so per certo che si faceva anche il caffè quando gli veniva l'abbiocco.
Ci semplifica le cose usando due registri cromatici diversi per le due realtà: il fumetto è in bianco, blu e marrone ma, mentre nella realtà di tutti i giorni prevale un blu malinconico nella realtà ohshit prevale un marrone.... ohshit. Può sembrare un'idea banalotta ed in effetti lo è pure, però funziona bene, semplifica la lettura, basta la prima occhiata alla vignetta per capire dove ci si trova e tanto basta.
Il punto forte questo fumetto è sicuramente lo storytelling, quando a scrivere e disegnare è la stessa persona è normale che questi due aspetti si sposino al meglio, non c'è un disegnatore che deve interpretare le parole dello scrittore e non c'è uno scrittore che deve adattarsi allo stile del disegnatore, viaggia tutto a presa diretta, ma in più Mattiuccio ci mette una grande abilità a scandire il tempo, nel taglio delle vignette e nella rappresentarzione delle scene, e un certo gusto a caricare piccoli dettagli di un forte significato simbolico.

Si insomma tutto bello tutto figo tutto tutto, però...
...però non te ne puoi venire nel 2010 con la fine del mondo e l'autodistruzione come chiavi per liberarsi dalle catene della nostra realtà consumistica, purtroppo Fight Club è uscito 20 anni fa ed ha sputtanato il tema al grande pubblico per sempre
...però ogni tanto si nota un voler calcare un po' troppo la mano sul tema intimista alla Ozpetek che si un po' va pure bene però e daje e daje e daje e poi che palle.
...però Sam è proprio antipatico
...però se devi mettere quella trovata là nel finale per far contenti quelli che vogliono la spiegazione a tutti i costi lasciali scontenti e risparmiaci ste stronzate, dai.
Si insomma Revolver è bello. Molto bello. Ben scritto, molto ben disegnato, però...

in una scala dei migliori vestiti che potrai mai indossare, che va da quei jeans stretti stretti che ti fanno salire le palle in gola alla felpa che hai da 15 anni e che non butteresti mai perché è morbida, comoda, e la senti parte della tua pelle ormai, questo Revolver è un cappotto. Un bel cappotto. Di un bello a livello cappotto di Tennant nel DrWho per capirci, e bello livello Tennant qua da me significa bello bello. Però quando lo vai a vedere da vicino c'ha rifiniture approssimative, cuciture debolucce e bottoni che sembrano poter saltare via alla prima strattonata un po' più forte.
Si insomma però... ...però è un peccato.

venerdì 15 marzo 2013

The Simping Detective - Clown con la Pistola

Simon Spurrier, lo scrittore, si dice tutto quello che c'è da dire sul suo fumetto nel prologo, che suona più o meno come "Oh, han fatto talmente tanti di quelli spin-off di merda di Dredd che perchè non ne posso fare uno pure io? Se funziona un tizio vestito in maniera ridicola come Dredd, perchè non dovrebbe funzionare un detective privato vestito da clown? Se butto questo tizio in un fumetto noir, dove affogo le vignette in un mare di testo, didascalie su didascalie di pensieri del protagonista fatti di frasi a effetto, battute acide e refrain costanti per rallentare il ritmo il più possibile, dite che funziona?" Cazzo se funziona.



Nel volume sono raccolte una serie di storie brevi apparse negli anni nel Judge Dredd Megazine ambientate ad Angel City, sobborgo di Mega City One, il cui protagonista è Jack Point, giudice sotto copertura che fa finta di esser stato cacciato dal corpo per uso eccessivo di forza bruta e di essersi riciclato come detective privato. Stando a quanto dice Jack se vuoi mimetizzarti in mezzo ai freak che popolano Angel City non c'è miglior modo che andare in giro vestito da pagliaccio, con tanto di naso di gomma esplosivo e cuscino scoreggione velenoso d'ordinanza che possono sempre servire. Quello che non finge è, da classica tradizione noir, la passione per i sigari, il Jack Daniels e le donne.
Leggere The Simping Detective è un po' come leggere un Chandler sotto Lattepiù: la classica atmosfera noir e tutti i classici personaggi, dal poliziotto corrotto alla femmes fatale, dal barista dello stripclub alla guardia del corpo, vengono distorti da una lente grottesca e surreale. I lunghi monologhi della tradizione vengono presi come occasione per fare sarcasmo su un genere che sembra aver detto tutto da 50 anni ma da cui si riesce sempre e comunque a tirare fuori qualcosa.
A prima vista quindi sembrerebbe proprio una satira di genere ma non potrebbe esserci interpretazione più sbagliata, Spurrier ricrea, è come una mano di pittura in una stanza che ne aveva bisogno. Una pittura nera a chiazze verde acido e blu elettrico, ma bella fresca.
Le storie sono tutte brevi, brevissime, la più lunga sarà 30 pagine, la loro trama sarebbe sempre riassumibile in mezzo rigo ma grondano sempre e comunque carisma a ogni battuta.
Ai disegni c'è Frazer Irving, noto ai più per un ciclo del Batman o la miniserie di Klarion legata al progetto Seven Soldiers of Victory di Morrison, ma che alla 2000AD è di casa ed a lui, al suo tratto, a come gestisce i chiaroscuri e le poche spruzzate di colore che ogni tanto si affacciano dalle pagine dobbiamo una bella fetta della riuscita di questo fumetto.

In una scala che va dall'1 al K, Jack point è il J, perchè non devi mai illuderti che il Re possa battere il Jack.