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lunedì 11 agosto 2014

Seconds

Seconds è il nuovo fumetto di Bryan Lee O'Malley, quello di Lost at Sea e della serie Scott Pilgrim.



Seconds è il ristorante dove lavora Katie, 29 anni, chef di successo. Oltre a lavorarci Katie ci vive anche, perché cerca di spendere il minimo ossibile per mettere da parte i soldi ed aprirsi un ristorante tutto suo.
Seconds è infestato. No, niente scarrafoni o sorci, non c'è bisogno di allertare l'ASL, è infestato da uno spiritello, Lis, che ha l'aspetto di una ragazzina bionda che non sa vestirsi ed a cui piace stare appollaiata sulle cassettiere Lis è lo spirito della casa, e se tu (o una tua cameriera, va bene lo stesso) ti prendi cura di lei, lei si prende cura di te. Metti che hai una giornata particolarmente storta, lei potrebbe regalarti un funghetto, un block-notes rosso ed un bigliettino con una lista di regole che recita più o meno così:

1. Scrivi i tuoi sbagli 
2. mangia un fungo 
3. vai a dormire 
4. risvegliati come nuova

e PUF! il giorno dopo tutto sarà risolto. 
Seconds è l'unico posto in cui crescono questi funghetti, Katie ne trova una dozzina sotto una trave, ed inizia ad approfittarsene per rendere la sua vita perfetta e porre rimedio a tutti i suoi sbagli. TUTTI. Ed alla soglia dei 30 hai campato abbastanza da averne fatti parecchi.


Seconds parla di rimpianti e, in un certo senso, riprende il discorso là dove Scott Pilgrim si era fermato. Scott era sfaticato, non voleva crescere, ma aveva 23 anni e, nonostante il suo immobilismo, la sua storia era un'esplosione di vita e possibilità. Katie di anni ne ha quasi 30, la sua vita una direzione l'ha già presa, e non se la passa nemmeno male, ma è comunque piena di dubbi e di rimpianti: E se non avessi lasciato il mio ragazzo? , e se avessi comprato quel ristorante invece di quell'altro?, E se quella sera non mi fossi ubriacata?... Come sarebbe la mia vita adesso? Se anche voi vi state avvicinando ai trenta o ci sguazzate da un po' conoscete la sensazione.
Seconds conserva in parte sia l'ironia di Scott Pilgrim (mettendo però da parte il citazionismo spinto e l'atmosfera da videogame del SNES) sia il lato più intimista ed introspettivo di Lost at Sea e ne vien fuori un figlio bastardo riuscito più che bene, uno Jon Snow del fumetto 
Seconds ce l'avrà qualche difetto? Beh, si, certo... Il più evidente è che, per quanto Katie e Lis siano riuscite e simpatiche, tutto il resto dei personaggi sono sul piatto e dimenticabile andante, dalla cameriera timidosa spaventata anche dalla sua ombra che peròci sa fare con gli spiriti all'ex fidanzato macho micio. Da chi aveva messo attorno a Scott gente del calibro di Kim Pine, Stephen Stills e Wallace West era lecito spettarsi qualcosa di più!
Seconds è a colori! Il tratto stilizzato e puccioso di O'Malley è sempre quello, lo conoscete e ne abbiamo anche già parlato, la novità a questo giro sta là, un lavoro molto più curato ed armonioso rispetto a quello visto nel color special di Scott Pilgrim per il Free Comic Book Day di qualche anno fa. Niente fuochi d'artificio alla Dave Stewart eh, una roba semplice, compatta, ma la cura si nota già dalla scelta della palette. Considerando che l'Eisner come miglior colorista quest'anno è andato a Jordie Bellaire forse l'industria tutta sta andando in questa direzione. E, tutto sommato, a me me piace.


Seconds viene 6 anni dopo la fine di Scott Pilgrim, che è stato un successo incredibile e, eronalmente, uno dei fumetti non solo più belli ma anche più importanti usciti da un pezzo a questa parte, quindi lo so, tutti volete sapere è meglio o è peggio? Son molto diversi, è un paragone che regge poco, non è quasi nemmeno lo stesso sport, però se proprio mi mettete una pistola alla tempia vi dico che sta sotto almeno ai primi due volumi di S.P., però è bello assai lo stesso

Nella classifica dei tuoi ex fidanzati malvagi, che va dai due coglioncelli dj coi mech a Gideon Graves, Seconds è Lucas Lee, che nel film era interpretato da Capitan America! Alla fine staremo sempre là a fare il paragone con Iron Man, però il soldatino i suoi culi li ha rotti ai passerotti.
Per adesso lo trovate solo in inglese ma quest'autunno uscirà l'edizione italiota per mano di Rizzoli-Lizard, dovete aspettare solo un altro paio di mesi.

p.s.: Si, sta cosa di iniziare ogni capoverso col titolo del fumetto è brutta e non la faccio più, promesso

sabato 2 novembre 2013

Alla Deriva - Bryan Lee O'Malley

Io a braianliomallei ci voglio bene.
Quando si inizia così si sa già dove andrò a parare, ma andiamo avanti.
Dicevo, io a braianliomalley ci voglio bene perché ha fatto Scott Pilgrim, e Scott Pilgrim a casa mia è cosa seria, perché là dentro c'ha spremuto tutto quello che gli piaceva, ha raccontato tutto quello che gli andava nel modo che più lo divertiva, senza pensare a chi ha fatto cosa e come prima di lui, e gli è riuscito alla grande.

Ma Alla Deriva, o Lost at Sea in originale, non è Scott Pilgrim. E' questo coso qua



Sebbene Rizzoli-Lizard l'abbia pubblicato da noi solo adesso questo è il primo fumetto di O'Malley, uscito in USA 10 anni fa, e racconta di Raleigh, una giovane che attraversa gli Stati Uniti per tornare a casa dal college in auto assieme a 3 ragazzi appena conosciuti per dividersi le spese. Raleigh sta piena di disagi, c'ha la depressione, c'ha una storia con un ragazzo abbastanza complicata, i genitori sono un disastro, ovunque vada è stalkerata da migliaia di gatti e non ha un'anima.
Alla Deriva è il solito viaggio on the road alla ricerca di se stessi fin troppo votato al piagnisteo, verso 3/4 la vena assurda si fa più viva e pulsante e ti fa credere che forse svolta e diventa qualcosa di più, ma cade nel peggiore dei finali da lacrimoni. Intendiamoci, non è brutto in se, se hai 18 anni e ti piace il genere è carino e preso da un taglio anche originale, ma se sei allergico alle ozpataccate anche no. La differenza tra scott pilgrim e alla deriva, quello che rende il primo riuscito e questo non molto, sta nell'atteggiamento verso il lettore: se l'uno, come dicevo prima, in un certo senso del lettore se ne frega ed è un gioioso sandbox di trovate originali, l'altro di quello che può piacere a chi il fumetto se lo trova in mano se ne preoccupa fin troppo, è studiato per far breccia in un certo tipo di pubblico e vien fuori furbetto e poco sincero, forse difetto di gioventù dettato da assenza di sicurezza.
Lato disegni, lo stile è il solito riconoscibile alla prima occhiata, però anche da questo lato si nota la giovinezza, mancano in gran parte quelle trovate e quel modo di impostare le vignette che saranno il tratto unico e distintivo di O'Malley

Nella scala della frutta che ho in giardino, dal mandarino pieno di semi alla cerasa del monte, Lost at Sea è un limone. Acerbo.
Non ho deciso però se è acerbo della serie si però ci sta il potenziale che esce da tutte le parti aoh
o acerbo nel senso si vabbé... è simpatico... non ne voglio parlare male
o acerbo brutto