Anche questa settimana i fumetti viaggiano a mezzo servizio per via delle feste. Tra le poche uscite trovare tre belle cover è tosta, quindi a sto giro vi beccate LA cover della settimana che questo bel pezzo di Frazer Irving da He-MAn and the Masters of the Universe #9 sarebbe un peccato non segnalarlo per i demeriti altrui.
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martedì 31 dicembre 2013
venerdì 23 agosto 2013
Bedlam, volume 1
Che cosa fai quando hai in testa una storia perfetta per il Joker ma che alla DC non ti farebbero mai fare? Mascheri il personaggio e la proponi alla Image, ovviamente!
Il fumetto alterna parti dedicate al passato criminale di Crimson Red o alla sua riabilitazione, dal gusto più classicamente supereroico, a parti procedurali, dove si svolge la trama vera e propria e dove c'è Fillmore che aiuta la polizia a trovare qualche pazzo psicopatico (in questo primo volume un simpatico mattacchione che usa punizioni divine uscite dritte dritte dalla Bibbia per far fuori i malcapitati), e questa alternanza rende la narrazione molto varia e ricorda un po' la buonanima di Gotham Central. C'è da sottolineare pure che sto cazzo di Nick Spencer, non lo avrei mai detto, ma è malato forte e nei flashback di Crimson Red c'ha sempre delle trovate che ballano sul filo tra il disgustoso e il geniale che dovete vederle perché qualsiasi descrizione non riesce a star dietro alla loro magni(de)fic(i)enza.
Se c'è una persona a cui si può appiccicare l'etichetta di astro nascente oggi all'interno dell'industria del fumetto, questa è proprio Nick Spencer. Dopo i primi tentativi per tastare il terreno alla Image nel 2010 attira l'attenzione di tutti con Morning Glories ed approda alla Marvel dove gli vengono affidate un po' di serie Ultimate per vedere l'effetto che fa per poi diventare di lì a poco il regular di Secret Avengers e coscrivere Avengers con Hickman che è impicciato con Infinity. Bel curriculum per uno che è in giro da manco 3 anni.
Bene, a quest'omino è venuta un'idea.
E se Arkham funzionasse veramente, o magari se qualcuno a Gotham s'accorgesse che non funziona e, dopo esser statocatturato per la duecentoquarantatreesima volta da Batman, mandasse il Joker a curarsi per davvero, come uscirebbe da questo manicomio? E se decidesse di voler fare ammenda in un certo senso e facesse una telefonata a Renee Montoya per darle una mano a risolvere casi che coinvolgano assassini seriali? Alla DC gli avrebbero detto mmmmmmmmhhhhhhhhh... NO!, e allora lui ha cambiato 2 nomi, Crimson Red al posto di Joker, The First al posto di Batman, Bedlam al posto di Gotham e via così, si stampi!
Il fumetto alterna parti dedicate al passato criminale di Crimson Red o alla sua riabilitazione, dal gusto più classicamente supereroico, a parti procedurali, dove si svolge la trama vera e propria e dove c'è Fillmore che aiuta la polizia a trovare qualche pazzo psicopatico (in questo primo volume un simpatico mattacchione che usa punizioni divine uscite dritte dritte dalla Bibbia per far fuori i malcapitati), e questa alternanza rende la narrazione molto varia e ricorda un po' la buonanima di Gotham Central. C'è da sottolineare pure che sto cazzo di Nick Spencer, non lo avrei mai detto, ma è malato forte e nei flashback di Crimson Red c'ha sempre delle trovate che ballano sul filo tra il disgustoso e il geniale che dovete vederle perché qualsiasi descrizione non riesce a star dietro alla loro magni(de)fic(i)enza.
Riley Rossmo, il disegnatore, usa stili e colori diversi per distinguere le varie parti di cui sopra. Non lo metterei in una lista dei miei disegnatori preferiti ma ha un tratto bello sporco che assieme all'uso di una palette cromatica molto limitata trasmette un senso come di claustrofobia che perfettamente si sposa alla storia che vuole raccontare ed è particolarmente bravo nella resa delle espressioni facciali. Insomma, i pazzi sembrano proprio pazzi, come nella vita reale basta guardargli gli occhi per capirlo
Le cover sono di Frazer Irving, ecchèvelodicoafare.
In una scala dei migliori coltelli, da quelli che ti mettono davanti ai matrimoni che non tagliano nemmeno la philadelphia al Miracle Blade Serie Perfetta di Chef Tony, Bedlam è una mannaia da macellaio, magari un po' smussata, non ti fa un taglio preciso e pulito ma quanto ti diverti a fa su e giù su e giù tranciando muscoli ossa e cartilagine? Con tutti quegli schizzetti di san... Ehm... Sono sanissimo io.
giovedì 15 agosto 2013
Cover della Settimana 14/8/2013
3. Saga #13, cover di Fiona Staples
My eye on you
2. Uncanny X.Men #10, cover di Frazer Irving
Questo Ciclope qua è più figo però
1. Avengers Arena #13, cover di Kalman Andrasofszki
Perché i Runaways ce li ho nel cuore
mercoledì 24 aprile 2013
Cover della Settimana 24/4/2013
3. Uncanny X-Men #5, Cover di Frazer Irving
Vabbè prima Bachalo e mo Irving. Ditelo che me li volete fa piacè per forza sti mutanti di merda, DITELO!
2. Avengers Arena #8, cover di Dave Johnson
I see what you did there (non c'azzecca niente ma perchè ogni volta che voglio scrivere Dave Johnson mi rendo conto di battere sempre automaticamente CAVE Johnson? Dannato Portal2)
1. The Unwrittan #48, Cover di Yuko Shimizu
Ebbeh
venerdì 15 marzo 2013
The Simping Detective - Clown con la Pistola
Simon Spurrier, lo scrittore, si dice tutto quello che c'è da dire sul suo fumetto nel prologo, che suona più o meno come "Oh, han fatto talmente tanti di quelli spin-off di merda di Dredd che perchè non ne posso fare uno pure io? Se funziona un tizio vestito in maniera ridicola come Dredd, perchè non dovrebbe funzionare un detective privato vestito da clown? Se butto questo tizio in un fumetto noir, dove affogo le vignette in un mare di testo, didascalie su didascalie di pensieri del protagonista fatti di frasi a effetto, battute acide e refrain costanti per rallentare il ritmo il più possibile, dite che funziona?" Cazzo se funziona.
Nel volume sono raccolte una serie di storie brevi apparse negli anni nel Judge Dredd Megazine ambientate ad Angel City, sobborgo di Mega City One, il cui protagonista è Jack Point, giudice sotto copertura che fa finta di esser stato cacciato dal corpo per uso eccessivo di forza bruta e di essersi riciclato come detective privato. Stando a quanto dice Jack se vuoi mimetizzarti in mezzo ai freak che popolano Angel City non c'è miglior modo che andare in giro vestito da pagliaccio, con tanto di naso di gomma esplosivo e cuscino scoreggione velenoso d'ordinanza che possono sempre servire. Quello che non finge è, da classica tradizione noir, la passione per i sigari, il Jack Daniels e le donne.
Leggere The Simping Detective è un po' come leggere un Chandler sotto Lattepiù: la classica atmosfera noir e tutti i classici personaggi, dal poliziotto corrotto alla femmes fatale, dal barista dello stripclub alla guardia del corpo, vengono distorti da una lente grottesca e surreale. I lunghi monologhi della tradizione vengono presi come occasione per fare sarcasmo su un genere che sembra aver detto tutto da 50 anni ma da cui si riesce sempre e comunque a tirare fuori qualcosa.
A prima vista quindi sembrerebbe proprio una satira di genere ma non potrebbe esserci interpretazione più sbagliata, Spurrier ricrea, è come una mano di pittura in una stanza che ne aveva bisogno. Una pittura nera a chiazze verde acido e blu elettrico, ma bella fresca.
Le storie sono tutte brevi, brevissime, la più lunga sarà 30 pagine, la loro trama sarebbe sempre riassumibile in mezzo rigo ma grondano sempre e comunque carisma a ogni battuta.
Ai disegni c'è Frazer Irving, noto ai più per un ciclo del Batman o la miniserie di Klarion legata al progetto Seven Soldiers of Victory di Morrison, ma che alla 2000AD è di casa ed a lui, al suo tratto, a come gestisce i chiaroscuri e le poche spruzzate di colore che ogni tanto si affacciano dalle pagine dobbiamo una bella fetta della riuscita di questo fumetto.
In una scala che va dall'1 al K, Jack point è il J, perchè non devi mai illuderti che il Re possa battere il Jack.
A prima vista quindi sembrerebbe proprio una satira di genere ma non potrebbe esserci interpretazione più sbagliata, Spurrier ricrea, è come una mano di pittura in una stanza che ne aveva bisogno. Una pittura nera a chiazze verde acido e blu elettrico, ma bella fresca.Le storie sono tutte brevi, brevissime, la più lunga sarà 30 pagine, la loro trama sarebbe sempre riassumibile in mezzo rigo ma grondano sempre e comunque carisma a ogni battuta.
Ai disegni c'è Frazer Irving, noto ai più per un ciclo del Batman o la miniserie di Klarion legata al progetto Seven Soldiers of Victory di Morrison, ma che alla 2000AD è di casa ed a lui, al suo tratto, a come gestisce i chiaroscuri e le poche spruzzate di colore che ogni tanto si affacciano dalle pagine dobbiamo una bella fetta della riuscita di questo fumetto.
In una scala che va dall'1 al K, Jack point è il J, perchè non devi mai illuderti che il Re possa battere il Jack.
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