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mercoledì 26 marzo 2014

Cover della Settimana 26/3/2014

SPECIALE PALAZZONI


3. The Massive #21, di John Paul Leon
Palazzoni con affianco navi


2. The Wraith: Welcome to Christmasland #5, di Charles Paul Wilson III
Palazzoni con la lingua lunga lunga


1. The Sandman Overture #2, di J. H. Williams III
Palazzoni da "Sogno"


domenica 23 marzo 2014

The Fifth Beatle - The Brian Epstein Story

Se dietro un grande uomo c'è una grande donna, dietro una grande band c'è un grande manager. e se sei stato il manager del più grande fenomeno musicale della storia, beh... devi essere stato un grande grande grande manager.
The Fifth Beatle - The Brian Epstein Story, pubblicato in USA da Dark Horse e in Italia da Panini, è la biografia un po' romanzata un po' no di Brian Epstein, quel grande grande grande manager.


Fondamentalmente The Fifth Beatle è una storia d'amore: la storia di un uomo in cerca d'amore, omosessuale in un periodo in cui, in Inghilterra, l'essere omosessuali non era semplicemente sconveniente ma era un reato vero e proprio, l'amore di quest'uomo per sti 4 ragazzetti che ascoltò in un buco di locale una sera, in cui vide un potenziale che gli altri non avevano visto e sui quali decise di scommettere tutta la sua vita per farli diventare "più grandi di Elvis".
Quindi occhio, se cercate un libro che vi parli di come Lennon e McCartney si scornassero o di qualunque altro dettaglio sulla vita della band qua cascate male, i Beatles ci sono e sono anche molto presenti, ma solo nella misura in cui la loro presenza è funzionale a raccontare la storia di Epstein, perchè questa è la SUA storia. Insomma, qui ci troverete il racconto delle trattative telefoniche per l'ingaggio all' Ed Sullivan Show e ben poco sullo show in se.
Il ritratto che si fa di Epstein in questo fumetto è, senza mezzi termini, straordinario. Una persona si coi propri demoni e un bel buco dentro, ma che s'indaffarava a tappare circondandosi di amici, dedicandosi al lavoro, una persona positiva, di successo, felice. In un genere in cui si rincorronno i gusti del pubblico, convinto che qualsiasi storia infarcita di cheap dramah sia seria, adulta e di qualità una rappresentazione (al netto) così gioiosa della vita di una storia comunque tragica è rara ed è una bella boccata d'aria fresca.
Dicevo che questo fumetto è una storia d'amore, e di certo è anche l'amore di Vivek Tiwari (cioè, questo si chiama come Vivec, il dio dunmer di Morrowind!), lo scrittore, per la figura di Epstein, che l'ha portato a scrivere questa storia documentandosi per anni, parlando con colleghi, amici e familiari. Un atto d'amore sincero che ti fa guardare con occhio più benevolo ad alcune incertezze della sceneggiatura e al gusto un po' naive di far parlare troppo spesso i personaggi usando titoli e versi di canzoni, dopotutto non è esattamente il suo mestiere, Tiwari nasce produttore teatrale e questo è il suo primo fumetto


Quello che non ha bisogno di alcuna clemenza è il comparto artistico, stellare. The Fifth Beatle è uno dei fumetti meglio colorati che mi siano mai passati per le mani, Andrew Robinson parte si con 4-5 tavole scure e smorte ma per poi farle esplodere di colore al primo incontro di Epstein coi bacarozzi e da lì in poi sarà un'orgia di colori così '60 che Austin Powers scansate. Colori a parte Robinson si presenta con uno storytelling impeccabile, stile in generale realistico ma che riesce a fare un paio di imbeccate "nell'horror" (gli incontri col ventriloquo ed il manager di Elvis) e nell'onirico del finale. A fargli un po' da contraltare c'è Kyle Baker che, ogni tanto, ci mette lo zampino e piazza 3-4 tavole dallo stile cartoonesco per rappresentare i momenti un po' più drammatici della storia nella maniera meno drammatica possibile, un esempio su tutti il racconto del tour asiatico che sembra uscito da una puntata del cartone di Archie

In una scala delle tue canzoni preferite dei Beatles che va da un B-Side che non si ricorda nessuno (ce ne sarà uno, no?) a Hey Jude, The Fifth Beatle -The Brian Epstein Story è All You Need is Love, che riassume un po' tutta la vita di Epstein per come è raccontata in questo fumetto: Tutto ciò di cui aveva bisogno era l'amore, l'ha cercato per tutta la vita, l'ha trovato in un posto inaspettato e l'ha poi rigirato a tutto il mondo regalandogli i Beatles... E se è vero che In the end the love you take is equal to the love you make st'ometto qua avrebbe bisogno di riceverne molto di più, la sua storia dovrebbe essere molto più nota. Leggersi, comprare e regalare questo fumetto potrebbe essere un inizio.

Il libro 

mercoledì 26 febbraio 2014

Cover della settimana 26/2/2014


3. Mind MGMT #19, di Matt Kindt
Non c'è trucco non c'è inganno!


2. Teenage Mutant Ninja Turtles #31, di Ross Campbell
bella sta serie di cover dai colori insoliti per le TMNT


1. The Flash #28, di Pasqual Ferry
C'ho messo un attimo di troppo ad afferrare la prospettiva


sabato 22 febbraio 2014

Conan the Barbarian [Completa 1/25]

Quando, attorno ai 10 anni, iniziai a togliere le rotelle ed a scegliere da solo cosa leggere e cosa no, ricordo che il giornalaio vicino scuola aveva uno stand pieno di 100 pagine 1000 lire, i TEN, Tascabili Economici Newton. Quelli gialli li scansavo perché che palle, ma spesso mi portavo a casa quelli bianchi, di fiction. Mi sa che ce li ho a portata di mano in libreria, mo gli faccio una foto e ve la metto qua affianco così ci capiamo subito.
Li avete presente adesso, no? Ecco, si vede anche dalla foto che dopo aver provato diversi scrittori mi sono concentrato su Lovecraft e Howard perché più nelle mie corde.
Adesso voi state pensando due cose, la prima "Mik ma tu non avevi ancora finito le elementari e già leggevi Le Montagne della Follia? Mo si capisce perché stai come stai...", e c'avete ragione, non posso controbattere, mentre l'altra sarà "si e a noi che ce ne frega?" ebbeh anche niente, però se stiamo per parlare di Conan tanto vale specificare che io con lui non dico che c'ho imparato a leggere ma quasi, tra libri, film, fumetti e cartoni animati è uno dei personaggi di fantasia con cui più ho avuto a che fare.

La vita del Conan a fumetti è lunga e travagliata ma per tirarla giù in due parole fu prima la Marvel negli anni '70, battezzando 2 serie dal titolo Conan the Barbarian e The Savage Sword of Conan, che resero grande Barry Windsor-Smith ed andarono avanti fino a metà degli anni '90, poi limbo editoriale fino all'acquisizione dei diritti del personaggio da parte della Dark Horse nel 2003 ed al varo di "Conan" che per anni si tenne su livelli altissimi grazie a Kurt Busiek e Cary Nord poi ci fu il cambio di team artistico e il rebrand della serie in Conan The Cimmerian, l'eccessiva diluizione del marchio con un numero eccessivo di miniserie e il fisiologico calo.
Conan the Barbarian, di cui vorrei parlare adesso se riesco a smetterla di far premesse, è il rilancio in grande stile del personaggio avvenuto nel 2012 per mano di Brian Wood e che avrebbe dovuto riportare il personaggio ai fasti degli inizi. che la fa ce la fa ce la fa? vediamo...


Conan the Barbarian è andata avanti 2 anni, 25 albetti se preferite quest'altra unità di misura, ed è il libero adattamento di un racconto di Howard dal titolo Queen of the Black Coast dove il barbaro preferito da grandi e piccini viene arruolato a forza sulla nave della piratessa Belit, di cui diverrà amante, che farà una brutta fine in un tempio dimenticato in una foresta del Kush. Dico libero adattamento perché l'adattamento del racconto copre solo i primi 3 e gli ultimi 4 numeri della serie, tutto il resto è farina del sacco di Wood.
Brian Wood veniva da Northlanders, e vien da se che dopo aver speso 50 numeri a raccontare storie di vichinghi dovresti essere decisamente a tuo agio con spade, asce e cotte di maglia. Non vale nemmeno la pena star qua a dire come è bravo a scrivere perché son 10 anni ormai che è in giro ed ha un curriculum (Demo, Local, DMZ) che parla per lui - o meglio, per me in questo caso - e sebbene ci sia un calo dopo la prima decina di numeri non è tanto quello il punto, perché il vero problema che ha questa serie sta in una sorta di peccato originale partorito proprio in fase di progettazione
Nelle intenzioni dell'autore c'era il desiderio di ritrarre Conan da un punto di vista inconsueto, mettere da parte il veterano incazzoso mosso da rabbia, cupidigia (madonn che parole da vecchio che sto tirando fuori oggi) e vendetta e raccontare invece di un giovane guerriero alle prime armi per di più alle prese per la prima volta con l'amore romantico.
Adesso, io capisco che scoprire la figa è un momento formativo nella vita di ogni uomo, che è una cosa che ti segna, però a tutto c'è un limite... Conan sono quasi 80 anni che è in giro ed in questi 80 anni Howard per primo e poi tutta una serie di scrittori hanno contribuito nel delineare il suo carattere in un certo modo, battagliero, sbruffone, un po' guascone un po' pirata come piace a noi. Sarà banale quanto ti pare ma quello è Conan. Lo vuoi fare innamorare? E vai, fai pure, ma non esagerare! Non me lo puoi trasformare in un Mister Sensitive de noartri (chi è Mister Sensitive? Oh ma qua non si fanno i compiti a casa! dritti  ripassare l'X-Statix di Milligan!), non si accetta che un uomo nato sui campi di battaglia come lui sbocchi dopo aver ammazzato la mamma di Bambi come nell'immagine qua sopra. Se ti stava così sul cazzo di scrivere di Conan ci facevi un bel volume di Northlanders con un protagonista che si chiamava Gigino l'arrotino e andava bene lo stesso, da questa serie è venuta fuori un'interpretazione completamente fuori fuoco del personaggio.
Messo da parte questo la prima manciata di numeri della serie, quelli raccolti nel primo volume, è una lettura godibile e divertente, troppo irrispettosa come già detto ma originale, anche intelligente, ben scritta e con un ottimo uso delle didascalie. Poi però finisce la benzina. Restando molto vaghi per non rovinare la lettura a nessuno c'è una parte centrale annacquatissima in cui succedono coseacaso (con l'eccezione dei tre numeri di the Nightmare of the Shallows che mi piacque, ricordo)e si continua a fatica, tanto noi a leggere quanto Wood a scrivere perchè stando ad alcuni suoi commenti tutta sta voglia di andare avanti non ce l'ha nemmeno lui, giudicando la scelta di accettare l'ingaggio per Conan la peggiore della sua carriera. Nell'ultima parte però si da una regolata e si riprende per il finale anche se il numero di commiato non è granché.


Il comparto artistico è molto vario perché è stata fatta la scelta di avere archi narrativi lunghi 3 numeri, tutti con disegnatori diversi, col risultato che in 2 anni si sono alternati quasi una decina di artisti, chi bravo, chi meno, chi avrebbe dovuto scegliere la zappa invece della matita. Tra i tanti sicuramente merita di essere meso nella lista dei buoni Declan Shalvey ma se devo spendere due parole visto che l'ora è tarda le spendo per quel fantastico donnino di Becky Cloonan, disegnatrice dei primi tre numeri, dallo storytlling impeccabile, il tratto pieno, che disegna una Belit talmente bella che si, forse alla fine capisci perché Conan è diventato così servo della gleba a testa alta

In una scala che va da... no, facciamo una cosa diversa stavolta. il giudizio a Conan the Barbarian lo facciamo dare da Belit stessa.
Signorina Belit, che ne pensa del fumetto di cui è stata tutto sommato la vera protagonista? Cosa direbbe al signor Brian Wood?

Ecc'hai ragione, c'hai.
Ad aprile parte la nuova serie, Conan the Avenger, scritta da Fred Van Lente. Speriam faccia meglio sennò gli mandiamo Belit a casa. Vestita, intendo. E con una mannaia.
  

mercoledì 19 febbraio 2014

Cover della Settimana 19/2/2014


3. Harley Quinn #3, di Amanda Conner
I San Valentino di Harley sono sempre i migliori



2. Dark Horse Presents #33, di Michael Schicting
Buongiorno! Spero la storia non sia tutta così sennò è illeggibile, ma come cover... Buongiorno!


 1. Loki Ragnarok and Roll #1, di Alexis Ziritt
E' in testa per il premio cover più tamarra dell'anno

mercoledì 8 gennaio 2014

Cover della settimana 8/1/2014


3. Fantomex MAX #4, di Francesco Francavilla
Coltelli, pistole e tette, armi pericolosissime!


2. Batwing#27, di Darwyn Cooke
Quello sfondo...


1. Abe Sapien #9, di Max Fiumara
Gli animali sanno essere veramente schifosi

mercoledì 23 ottobre 2013

Cover della Settimana 23/10/2013, featuring Nevade

Questa settimana ci pensa Nevade a dare copertine e didascalie


3. All Star Western #24, di Leonardo Manco
Sergio Leone ringrazia per l'omaggio


2. Other Dead #2, cover di Kevin Eastman
La soluzione all'estinzione dei panda era così ovvia! Come abbiamo fatto a non pensarci prima!


1. True Lives of the Fabulous Killjois, di Becky Cloonan
Se ci si concentra solo sulla parte superiore sembra di vedere l'EVA01, se ci si concentra su quella inferiore sembra di vedere un papero cibernetico, se la si guarda nella sua interezza si vede un EVA01 mangiare un papero cibernetico.


sabato 19 ottobre 2013

Mesmo Delivery



Un camionista ex pugile ed un impersonatore di Elvis devono fare una consegna. Il camionista si ferma ad un'area di servizio per andare in bagno e si scatena una rissa. Questa è la storia di Mesmo Delivery, e non intendo l'incipit eh, proprio tutto quello che succede dall'inizio alla fine del fumetto è riassunto in queste 2 frasi.
Si, insomma, vien da sé che non sto a consigliarvi questo fumetto per l'orginalità della storia, la brillantezza della trama, i dialoghi vivi o i colpi di scena inaspettati, Mesmo Delivery va preso un po' come un artbook, Rafael Grampà usa la storia giusto come un pretesto per dare sfogaro alla matita e divertirsi con anatomie superdeformed, iperviolenza, prospettive assurde e mazzate a cecata

Mai come adesso un'immagine è meglio di mille parole, e allor ve ne metto 4

 







Quindi... che state aspettando? il fumetto è uscito nel 2008 in Brasile, e se per caso non conoscete il portoghese ci sono in giro sia l'edizione americana della Dark Horse che quella nostrana della Comma 22 

martedì 19 marzo 2013

Star Wars: Agent of the Empire - Hard Targets

Jahan Cross è lo 007 dell'Impero. Semplice e diretto. E' un'idea così semplice che non so com'è che non sia venuta in mente a nessuno per tutto questo tempo. Quando c'è qualcosa che minacci la sicurezza o gli interessi dell'impero, qualcosa che non conviene risolvere a botta di laseroni della Morte Nera, l'imperatore chi ci manda? Ma Jahan Cross, ovviamente!



In questa seconda miniserie dedicata all'Agente dell'Impero, Jahan viene mandato su Serenno per risolvere alcuni problemi di successione locali nella maniera più proficua possibile per l'Imperatore, fatto sta che durante la sua permanenza sul pianeta il conte Adan Dooku viene assassinato e, sentitosi un po' tirato in mezzo alle manovrine politiche imperiali e trattato da pupazzetto, decide di prendere a cuore la causa del figlio del conte, Bron, e di difenderlo da Rodas Borgin, nobile di una casata rivale che ha visto troppe serie HBO e vuole giocare al gioco del trono.

Ostrander ormai nell'universo di Star Wars non è che c'ha fatto la casa, ha tirato su proprio un parco residenziale. Lavora a memoria e lavora bene, caratterizza i personaggi con poche battute e con scioltezza riesce a svicolare dalle trame della trilogia cinematografica e ritaglia il suo orticello per ambientarvi parallelamente le avventure di Cross. Riesce anche a far pensare un po' di più rispetto alla media delle serie SW, parlando di sacrificio, perdita dell'innocenza, assassinio, politica e non limitandosi a un misero incrociare di lightsaber, Cross è un figodiddio, uno di quei cattivi che alla fine ja non sei tanto malaccio vediamoci al baretto ti pago un caffè, e il feeling da 007 si sente forte. La storia in sè, l'intreccio, non è all'altezza del resto, viene raccontato tutto un po' troppo di corsa e in maniera confusa, c'è troppo affanno, troppa corsa al plot twist e di conseguenza, per chiarire tutto, alla fine toccano le fastidiosissime e noiose pagine di spiegone.

Per quanto forse visto i temi trattati ci sarebbe stato bene un comparto artistico più realistico, più scuro, la Dark Horse ha deciso di dare uno stile a tutte le serie dedicate a Star Wars quanto più omogeneo possibile e Davide Fabbri fa il suo bel lavoro, la qualità resta costante per tutti e 5 i numeri e pur non facendo mai gridare al miracolo svolge il compito in maniera ottima

In una scala che va da Octopussy a Goldfinger, questo Star Wars: Agent of the Empire - Hard Targets è Moonraker, 007 nello spazio! Ah c'è Boba Fett quindi +1

mercoledì 27 febbraio 2013

Cover della settimana 27/2/2013


3. The Massive #3, cover di J.P. Leon
Questione di prospettive



2. X-Men Legacy #6, cover di Mike Del Mundo
LEAVE -ME- ALONE


1. Hawkeye #8, cover di David Aya
Spazio negativo + No One Lives Forever, flawless victory

domenica 24 febbraio 2013

Usagi Yojimbo - Grasscutter

Chi c'ha la mia età Miyamoto Usagi l'avrà incrociato in qualche comparsata nel brutto cartone animato delle tartarughe ninja degli anni '90 (si, ja, se avete la mia età siete abbastanza grandi da reggere il peso della verità... quella roba era bruttabruttabrutta).
Beh, il coniglio con la zeppola non è un Casey Jones qualsiasi, ha una serie tutta sua che con le tartarughe non c'entra niente e va avanti da 25 anni, quasi 150 numeri tutti scritti e disegnati da Stan Sakai.
Per buttarla giù in 2 righe quest'ometto qua, rifacendosi alla vita di Miyamoto Musashi, prende sto coniglio e gli fa fare cose da samurai in un giappone medioevale fantastico abitato da besti antropomorfi e Grasscutter, il 12esimo volume della serie, dovrebbe essere a detta dell'internetz la migliore delle sue avventure.



Ma di che parla sto fumetto? Grasscutter è una spada donata dagli dei all'imperatore del giappone che è andata persa 200 anni prima degli eventi del volume. Usagi la ritrova per caso e sarà tirato in mezzo ad una cospirazione che intende usarla per restaurare l'Impero dallo Shogunato e nel frattempo avrà occasione di fare a spadate con un vecchio nemico, Jei.
La cura con cui Sakai ha preparato la storia salta subito agli occhi già dal primo prologo, un onirico racconto delle origini mitologiche del Giappone dietro cui si nota tanta ricerca e passione. Per tutto il volume alterna questi toni mitologici ad intrighi politici molto più piantai per terra, intrecciando le varie storyline dei personaggi secondari, tenendo la tensione sempre alta per tutto il volume e tenendosi da parte più di un asso da calare nel corso della storia fino all'epico finale. Sta specie de maestro Mijagi è brav!



Il tratto è semplice semplice, senza mezzi toni ma bello dinamico e assolutamente riconoscibile. Sti pupazzetti per quanto possano sembrare un po' sempliciotti e fatti con 4 righe hanno carisma a carrettate.
Insomma, se Blacksad m'aveva messo sulla buona strada di non diffidare dagli animaletti questo m'ha convinto del tutto. adesso urge recuperare tutto Usagi Yojimbo, ma tipo SUBBBITO!

Valutazione: In una scala che va da TenTen a Shikamaru, Grasscutter è Choji, a prima occhiata non ti ispira tanta fiducia ma è una farfalla che pesta come un fabbro ferraio.