3. The Superior Foes of Spider-Man #1 cover di Marcos Martin
Fuck yeah shadows!
2. X-Men Legacy #13, cover di Mike Del Mundo
Che stai là e pensi meh, bruttarelle le copertine sta settimana, coome la faccio la classifica? e poi come al solito arriva Del Mundo e ti tir fuori dagli impicci
1. The Emeral City of Oz #1, cover di Skottie Young
Ogni volta che Skottie Young torna ad Oz l'evento deve essere celebrato sgozzando vitelli grassi e giochi con ricchi pemi e cotillons.
Più o meno un anno fa gli High Moon Studios annunciarono di essere al lavoro su un gioco di Deadpool, e che il mondo dei videogame dopo la sua uscita non sarebbe stato più lo stesso (a quanto pare assieme ai diritti per il personaggio avevano comprato anche quelli per gli strilloni da crossover estivo). Oggi ci ritroviamo col gioco fatto e finito in mano, e a quanto pare il mondo continua a girare senza problemi...
Deadpool un giorno decide che vuole essere il protagonista di un videogame, allora telefona al direttore degli High Moon Studios e lo convince a modo suo a produrne uno. Pochi giorni dopo gli arriva lo script a casa: verrà ingaggiato per ammazzare Chance White, un multimiliardario magnate delle telecomunicazioni. Un classico nemico degli X-Men gli soffierà il contratto da sotto il naso e Wade gli correrà dietro fino a Genosha pur di fargli il culo per mettersi in pari, Si, tutto sommato il copione lo convince... Ma poi alla fine quando mai ha avuto bisogno del copione? Improvviserà mano mano come al solito! E' deciso, questo gioco s'ha da fare.
Deadpool è un gioco brutto.
Corto, l'ho finito in 7 ore o giù di lì.
Il sistema di combattimento è grezzo e palloso, tutti gli scontri si risolvono senza problemi schiacciando X e Y a caso che tanto le combo vengono da sole, se c'è gente un po' più coriacea si prendono gli Shotgun e passa la paura.
Il level design si riduce nel solito corridoio che porta in un'arena che porta in un corridoio che porta in un'arena che porta in un corridoio...
I nemici sono pochi e poco differenziati, si ammazzano tutti allo stesso modo
I Boss di fine livello sono ben poco ispirati (il fatto di aver preso villain di 3a fascia dell'universo Marvel non giustifica mica), si risolvono tutti con uno schiva-schiva-attacca-attacca-attacca, ed invece di inventarsi qualche interazione con l'ambiente di gioco o meccanica particolare per renderli più divertenti e difficili, andando avanti nel gioco l'aumentare del livello di difficoltà corrisponderà solo a trovarsi in arena con 2 o più di loro contemporaneamente.
Il sistema di progressione del personaggio funziona poco. Ho apprezzato la scelta retrò di dover livellare le abilità di Wade dovendo spendere dei deadpoolpoints che si raccolgono in giro per la mappa sotto forma di soldini, però la stragrande maggioranza degli aggiornamenti sono passivi, più danno, più proiettili, più soldi droppati alla morte del nemico, e se sente ben poco la sensazione di progressione.
Insomma, è proprio brutto.
Però
Però tutto quello che non è gioco qua dentro, tutto ciò che E' DEADPOOL, funziona, cazzo se funziona!
Si vede che i ragazzi si sono divertiti un sacco a scrivere battute, scenette assurde e rompere la quarta parete, si vede pure che c'è dietro la mano di un professionista come Daniel Way che Deadpool l'ha scritto per anni. Ci sono un sacco di idee brillanti che ti lasciano là a ridere come un cretino, o a continuare a premere X per vedersi tutto il dialogo. Vi brucio solo questo qua per farvi avere un'idea:
E di momenti come questi ce ne sono un sacco! Il problema è che sono collegati dal gioco e a meno che non siate fan sfegatati di Deadpool e riusciate a filare coi paraocchi sopra a tutta quella bruttura alla fine no, non ne vale la pena
In una scala dellammerda che... sono un signore e non ve la faccio, Deadpool è la cacchetta di Arale, Colorata, divertente, la metti su un bastoncino e porta gioia in ogni cuor. Però resta merda.
E con questo Fraction e compagnia mettono una bella ipoteca sull'Eisner Award di quest'anno
Lo fanno con un numeretto semplice semplice ma che alla base, come al solito, c'ha un'idea, che purtroppo non è cosa da tutti in quest'industria.
Se seguite Hawkeye ricorderete che il numero scorso è finito con la morte di uno dei comprimari. Matt Fraction decide di tenere il protagonista della serie in panchina e di far entrare in gioco Lucky/Arrow/PizzaDog, il cane che Clint Barton ha adottato fin dal #1, e raccontare tutta la storia dal suo punto di vista.
Clint e Kate escono un po' incazzati, la cosa lo confonde un po' perché alla fine non è che i cani capiscano molto del linguaggio umano, giusto qualche parolina ogni tanto tipo SU, GIU', AIUTO, NO, BRAVO, CATTIVO, PIZZA... il resto è tutto rumore di fondo, quello che Lucky capisce subito però è che senza i padroni tocca a lui tenere d'occhio il palazzo, e se trova un cadavere sul tetto tocca a lui iniziare a indagare.
Ricordate qualche giorno fa quando parlavo di Dragonero e di come fosse un fumetto continuamente descritto, raccontato invece che narrato, e di come si lasciasse che la storia venisse continuamente spiegata e rispiegata dai dialoghi dei personaggi invece che lasciando parlare le immagini? Questo è esattamente l'opposto, l'esempio di come si possa raccontare una storia senza dialoghi ed anzi inventandosi di sana un sistema per descrivere un modo diverso di percepire la realtà: già detto dei baloon, Lucky capisce solo le parole più comuni e il resto risulta scarabocchiato. il modo più "semplice" di interpretare la realtà viene poi descritto con la tecnica usata nela tavola qui affianco, usando queste specie di diagrammi di flusso in cui ad ogni persona o fatto si associano gli elementi caratteristici: Clint, il biondo con l'arco, che beve litri di caffè e che mi prepara da mangiare; Il ragazzino dell'appartamento A che suona la chitarra e va in bici; I poliziotti, quelli che vanno in giro con la macchina che fa rumore, mangiano le ciambelle e hanno le pistole e via così.
In questo modo, senza umanizzare il cane, con qualche bella idea ed un ottima capacità di storytelling di David Aya ci troviamo tra le mani un mezzo miracolo, una storia difficile da raccontare ma fatto così bene e con talmente tanto mestiere che scende giù liscia liscia senza accorgersene.
Tecnica, tecnica, tecnica, e la storia? Beh, quella andatevela a leggere, dico solo che se avete seguito la serie ha un finale che è una vera pugnalata al petto.
Questa, ripeto, per me è la pietra tombale sulla corsa agli Eisner Award di quest'anno.
In una scala dei tuoi cani preferiti che va da un chiwawa a qualunque sia stata la razza del cane che avevi a 8/10 anni (se non ce l'avevi, mi dispiace per te) Arrow#11 è un pastore tedesco, intelligente, arguto, e bellissimo.
l mese prossimo inizia l'evento estivo della DC, Trinity War.
Di cosa parlerà? Non lo soooooo! Non si saaaaaaaaaa! Andiamolo a scoprirvelo!
Zatanna in uno degli ultimi numeri di Constantine ha avuto questa visione
Si, insomma, roba nuova! 10 a 1 che ammazzano Nightwing.
L'evento coinvolgerà per 2 mesi Justice League, Justice League of America e Justice League Dark, scritto da Geoff Johns e Jeff Lemire, con ai disegni Ivan Reis, Doug Mahnke e Mikel Janin
Ecco la Checklist, abbastanza contenuta a dire il vero, con solo una manciata di tie-in
3. Advenutre Time #17, cover di Chris Oughton,Kassandra Heller, Erica Moen, Jemma Salume, Meredith McClaren, Shelli Paroline, Braden Lamb, & JJ Harrison
Giuro che non metto più una cover di Adventure Time che sto papiro di autori è scomodo da taggare tutto, però sarà che ultimamente è pieno di bambini a casa e ho fatto indigestione di barbapapà ma m'ha fatto sorridere
2. Hawkeye #11, cover di David Aja
Qualsiasi cosa ci sarà scritta nel fumetto non conta, lo sappiamo, è stata la gatta
1. Fury Max #13, cover di Dave Johnson
Ce l'ha scritto in faccia
Nel menefreghismo un po' generale la settimana scorsa è iniziata la decima stagione a fumetti di X-Files. Edita da IDW, scritta da Joe Harris con la collaborazione di Chris Carter e disegnata da Michael Walsh
Mulder e Scully si sono ritirati e vivono in una casettina in Virginia, per campare Scully fa la dottoressa mentre Mulder... va in giro col cappottone lungo nero in piena estate a spaventare i bambini del vicinato, non si capisce com'è che nessuna mamma l'abbia ancora segnalato alle forze dell'ordine. Una sera li va a trovare Skinner, non quello dei Simpson, quell'altro, per avvisarli del fatto che c'è stata una falla di sicurezza nel database dell'FBI e qualcuno è riuscito ad accedere ai dati sugli X-Files, quindi di stare in occhio.
Da lì ovvove, spaventio, dramah e misterio.
Questo primo numero è abbastanza noiosetto, ci si trascina avanti nella speranza che succedda qualcosa fino al cliffhangerino finale buttato là senza pathos tanto per.
Ma il punto è, era lecito aspettarsi qualcosa? Trovarsi qualcosa in mano tolto l'effetto nostalgia? Non tanto perché X-Files non abbia più niente da dire... cioè... anche quello... però se ci metti una produzione di un certo livello dietro può funzionare e la prova ce l'ha data Whedon con Buffy, che funziona perchè quando non se ne occupa lui di persona riesce a mettere in moto comunque gente con le palle, un Brian K. Vaughan e un Brad Meltzer ai testi o una Jo Chen alle copertine, qua invece c'è un tizio che non scrive una serie TV da 20 anni ai testi assieme ad un altro che ci prova e ci riprova sia col cinema che coi fumetti ma non ce la fa da nessuna parte, aiutati ai disegni da quello che sembra il cugino scarso di Alex Maleev.
Nella scala delle donne della tua vita di hornbyana memoria questo primo numero di X-Files Season 10 è la fidanzatina del liceo che rivedi dopo 20 anni e ti chiedi... ma ero io ad essere cecato o non era così brutta?