sabato 25 maggio 2013

Bigfoot

Quand'ero ragazzino Italia 1 era solita mandare in estate un film che si chiama Bigfoot e i Suoi Amici, dove una famigliola americana in gita in campeggio trova il bestione e se lo porta a casa non ricordo per quale motivo ed inizia una difficile ma istruttiva convivenza dove scopriranno che se a un sasquatch metti su un grembiule da cuoco non fa poi tanta paura e, ovviamente, che i mostri siamo noi (tizzianosclavi, sei tu?).


In Bigfoot, scritto da Steve Niles e Rob Zombie, i mostri so proprio i mostri, tant'è vero che la famigliola in campeggio il gigante peloso non se lo porta a casa perchè tra i due gruppi nascono delle incolmabili divergenze, del tipo "simpatico bimbo guarda mentre stacco la testa a papà, mi scopo mamma e me li porto nella tana così poi me li mangio con calma ch'a carn e vicin all'uoss è semp o cchiù buon!"
Sta roba è brutta. Ma bruttabruttabrutta. Un collage di scene fatto alla meno peggio di cui non si afferrano motivazioni o scopi, la storia non c'è e quel poco che c'è è fatto male, personaggi abbozzati, uno non cerca nemmeno il carisma ma la rappresentazione di qualcuno che non sia una sagoma di cartone o carne da macello si però, noia, noia, noia e terribili momenti di ironia involontaria.
Gli scoppi improvvisi di violenza e orrore funzionano se nelle pagine che li precedono si riesce a instaurare una sorta di finta calma con ansia montante, se ti trasmettono quella sensazione che proprio fuori dalla vignetta, là dietro, in quel pezzetto di cottage o quel cespuglio che il disegnatore non ha deciso di disegnare si nasconda chissà quale orrore lovecraftiano che a un certo punto la struttura del fumetto non riesce a contenere più e lascia irrompe nella vignetta. Qui, inutile a dirsi, non c'è nulla di tutto questo, tutt'al più il pensiero più ansioso che può venire è ma quando arriva sto bigfoot così almeno succede qualcosa?
Corben è bravo, bravissimo, sempre un maestro, ma la lista dei suoi lavori è più lunga del mio braccio e non vedo proprio perché qualcuno dovrebbe leggere quest'aborto qua invece di qualsiasi altro suo fumetto.

In una scala dei miei peggiori incubi che va dal sognare di essere un fantasmino inseguito da Pacman al pittore pazzo e psicopatico che abita nel camino in sala da pranzo, Bigfoot è quell'incubo talmente insignificante che non ti fa svegliare e alla mattina non te lo ricordi nemmeno.

Nessun commento:

Posta un commento