sabato 6 aprile 2013

Action Comics by Grant Morrison (#1/18)

Quando ci fu l'annuncio del New 52 e ci si strappava i capelli (almeno chi ce li ha ancora) per il reboot e gli anni di continuity persi e "omg le mie storie non esistono più!!!", ci si ripeteva un po' come un mantra "Vabbè, ma Grant Morrison scriverà Action Comics, andrà tutto bene".


Tornare a leggere il Superman di Morrison! Con un precedente del calibro di All Star Superman, che è di gran lunga il più grande fumetto di supereroi degli ultimi dieci anni a voler star stretti...
Grantuccio lo aspettavamo tutti al varco, se in ASS (un acronimo un po' infelice ma vabbè) parlava della divinità e della mortalità di Superman, questa serie molto grounded, con un giuovane Clark in jeans e maglietta con la S stampata alle prime armi con la sua carriera di supereroe avrebbe un po' chiuso il cerchio.
Ce la fa? Ce la fa? Ce la fa? Ce la fa? Non ce la fa...
La prima parte è un po' confusa, tutti i numeri singoli o i brevi archi narrativi di cui è composta danno una sensazione di eccessiva disomogeneità, e quando alla luce della parte finale tutta quella disomogeneità assume senso, resta comunque la sensazione che si sarebbe potuto raccontare tutto in modo più chiaro e ordinato.
Resta comunque da sottolineare che anche quando Grantuccio non ce la fa non ti lascia mai a bocca asciutta, i piccoli momenti di genuina "supermanicità" come il brindisi al trionfo del bene sul male che è qua affianco sono tutto quello che vorresti e che iun generale mai trovi in Action Comics, ma è l'idea ala base della serie ad essere mind-blowing, un attacco a Superman da parte di un essere della quinta dimensione che avviene contemporaneamente in diversi momenti della sua vita!
Chi ha letto Flatlandia di Abbot avrà capito subito di che cosa sto parlando, ma immaginate di essere un puntino che vive su di un foglio di carta, senza avere alcuna percezione di una terza dimensione, un asse x e un asse y, niente z. Se pure questo foglietto si muovesse sempre verso l'alto voi non avreste percezione di questo movimento, avreste controllo sui vari movimenti in orizzontale, ma non potreste far niente per quelli in verticale. Adesso immaginate che arrivi io, essere tridimensionale, e decida di cacarvi il cazzo. prendo il vostro foglietto-mondo e vi buco con un ago quando il foglio è a 10cm da terra, poi lo faccio salire a 1 m e vi ribuco, poi lo riporto a 50 cm e vi ribuco e via così. Adesso prendete il tempo come quarta dimensione, quella su cui non abbiamo controllo, va sempre avanti e non ci possiamo far niente. Immaginate però anche un eventuale essere a 5 dimensioni. per lui il tempo sarà un po' come per me l'altezza, e potrà decidere di cacarmi il cazzo a 10, 20, 30 anni semplicemente spostando la mia realtà, alzando ed abbassando il mio cubetto/mondo sull'asse del tempo. Immaginate un attacco a Superman da parte di un rompicoglioni di questa portata. Fatto? Fatto!

In una scala che va dal tizio che colleziona più filoni che presenze a scuola al secchione della classe, la run di Grant Morrison su Action comics si becca un è intelligente ma non si applica, idea da spappolarsi il cervello, peccato per la realizzazione un po' meh.

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