venerdì 4 ottobre 2013

Avengers: Endless Wartime

Un gruppo di guerriglieri di un paesino est europeo tira giù con un lanciarazzi quello che credeva essere un bombardiere nemico e che invece risulta essere una specie di EVA. Cap e Thor apprendono della cosa al telegiornale, uno ci vede la mano di una industria militare con cui ha avuto a che fare durante la seconda guerra mondiale, l'altro ci vede un mostrone serpente di ghiaccio preso a martellate più o meno nello stesso periodo, e allora chiamano a raccolta per indagare un po' di Vendicatori (per la precisione Stark, Vedova e Hawkeye per far contenti chi ha visto il film, Carol Danvers in veste di Captain Marvel per far contenti quelli che seguono la continuity, e Wolverine perché è un fumetto marvel e non può non esserci Wolverine).


E con questo volume la Marvel si ributta nel mondo delle OGN, Original Graphic Novel, fumetti inediti che escono in volume senza aver già subito, come è più comune, il trattamento comicbook mensile, e lo fa in teoria in grande stile mettendo ai testi nientemeno che Warren Ellis!
Tutto resta in teoria, però, perchè questo Endless Wartime non ce la fa.
Il fumetto vorrebbe parlare di megacorporazioni che fanno soldi sul sangue dei poveracci col benestare degli Stati Uniti e dei demoni del passato che per quanto pensi di averli seppelliti per bene ti corrono dietro e ti acchiappano sempre, ma lo fa in una maniera talmente svogliata ed approssimativa che al lettore arriva poco e niente.
Tutto deriva dall'esagerata rincorsa all'autosussistenza, questo fumetto è pensato per essere venduto a gente che è digiuna di fumetti, tutto ciò che è necessario alla completa fruizione dell'opera deve essere spremuto in queste 120 pagine senza nessun punto oscuro, ed allora è tutto semplice semplice, spiegato e rispiegato ai limiti del bambinesco e ti trovi infognato con un mucchio di sagome di cartone caratterizzate con l'accetta (Cap il tizio fuori del tempo ca se chiagne e tiemp bell e na vot, Thor incazzoso, Iron Man spiritoso guascone che diventa subito iperserio e professionale quando la merda inizia a cadere, Wolverine burbero e puzzolente e donnine di contorno), dialoghi da fumetto bonelli, spiegoni, e tutti i cliche che ti puoi immaginare (pensa un po', Clint farà un macello, a Stark gli si scasserà l'armatura, Wolverine ammazzerà qualcuno, bububu, bababa, gnagnagna). Mettici pure che sti mezzi EVA, i mostroni da combattere, suonano molto poco minacciosi, carne da cannone come nel film degli Avengers che serve solo ad uso e consumo della battutina del protagonista o della scena figa di turno e boh, arrivi alla fine che... che cacchio ho letto?
Ci sta poco da fa, quando a Ellis inizi a mettere paletti a lui è come se scendesse la catena e puf, non è più quello di Planetary, o quello di Secret Avengers per restare molto in tema, ma un tizio che non è capace di svolgere nemmeno il compitino in maniera digitosa


Disegni, n'altra zappata sui piedi. Mike McKone me lo ricordo anni fa alla DC quando faceva i Teen Titans con Geoff Johns ed era bravo, qua invece... Ci mette una 20ina di pagine a rendersi un minimo presentabile, ma i personaggi restano tutti con la stessa espressione da brocchi qualsiasi cosa facciano, privi di dinamismo, a volte sembrano delle sagome appiccicate su uno sfondo... E forse se vai a vedere è davvero così, perché questo fumetto è stato pubblicizzato in lungo e in largo per l'uso intensivo della Marvel Agumented Reality, quella roba per cui riprendi il fumetto con la videocamera del cellulare e le vignette iniziano ad animarsi (come nel trailer che ho messo qua sopra, insomma) ed immagino che per rendere questo processo di animazione più semplice il disegnatore lavori veramente così, sfondo disegnato in una finestra di mangastudio, personaggio nell'altra, metti tutto insieme in un programma d'animazione e via. Fatto sta che il risultato è a dir poco straniante. 

Nella scala delle operazioni invasive che ti auguro di non subire, che va da una tonsillectomia a un trapianto di cuore, Avengers: Endless Wartime è un aborto, un fumetto nato dal gruppo marketing della Marvel, studiato per essere digerito da chi di fumetti non ne vuole leggere, e quindi infarcito di trovate per farlo sembrare qualcos'altro.

Il punto è che se continuiamo ad avere la pretesa di introdurre potenziali nuovi lettori al fumetto con ste zozzate, il lettore continuerà a restare in potenza, e ci sta poco da lamentarsi del mancato ricambio generazionale.

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