lunedì 12 agosto 2013

Marvel Comics: The Untold Story


Sean Howe per guadagnarsi il pane fa l'editor per Entertainment Weekly ma se n'è uscito con questo libro che, a detta della quarta, è un resoconto non autorizzato e senza fronzoli sui dietro le quinte di una delle più forti componenti della cultura pop americana contemporanea.
Sono passati circa 50 anni da quando Stan Lee e (in buon parte) Kirby crearono i Fantastic Four, Hulk, Thor, X-Men, Spider-Man e compagnia, e lungo tutto questo tempo sono passati per le mani di molte generazioni di lettori si, ma anche di scrittori, disegnatori e soprattutto avvocati! Avvocati come se piovesse!

Sfogliando il libro la prima cosa che salta all'occhio è alla fine, l'appendice di 200 pagine per le note e i riferimenti. La cura con cui l'autore s'è andato a scartabellare 50 anni di interviste per segnare chi ha detto cosa in quale occasione è maniacale e impressionante... Ma anche comprensibile vista la tendenza dei loschi figuri che abitano il mondo del fumetto a lanciarsi dietro avvocati come fossero optic blast.

Il libro parte coi fasti della Silver Age, la creazione di Spider-Man e dei Fantastic Four, il graduale degradarsi dei rapporti tra Stan Lee e Ditko e Kirby per la paternità delle creazioni, Lee che pian piano molla gli obblighi di sceneggiatura ad altri scrittori per inseguire i sogni cinematografici, la morsa di ferro di Jim Shooter, i fasti degli X-Men di Claremont e l'arrivo di Frank Miller, l'inizio della crisi, la seduzione e il tradimento di McFarlane, Jim Lee e Liefeld, la bancarotta, l'arrivo di Quesada, la resurrezione e i fasti cinematografici di questi anni.
Cheppalle dirà qualcuno.
Ennò!
No perchè sto tizio qua scrive in maniera molto sciolta, acchiappa, si tiene sempre su un tono allegro e poco didascalico e riesce a far sembrare un cambio di editor la cosa più sconvolgente del mondo (ci stanno i cliffhanger a fine capitolo... Non pensavo fosse possibile sinceramente ma qua ci stanno e funzionano), e poi si vede che ci trova proprio gusto a rovistare nel torbido, a tirare fuori pettegolezzi, simpatie e antipatie, favori e colpi gobbi che le persone che hanno lavorato alla Marvel si sono scambiati per accaparrarsi qualche royalty o togliere di mezzo quel tizio che proprio stava sulle palle a tutti (si Jim, stiamo parlando di te).
Certo, data l'importanza anche in termini di pagine che viene data alla vita societaria della Marvel prima degli anni 90 magari un lettore meno interessato, che vorrebbe sapere di più dell'ultimo periodo e dei film potrebbe rimanere insoddisfatto, ma se siete tra quelli che se si nominano Roy Thomas, John Byrne, Tom De Falco, Steve Gerber e Gerry Conway non brancolano nel buio dategli una possibilità che vi divertirete.

Nella scala delle tue serie preferite HBO da Sex and the City a The Wire, Marvel Comics: The Untold Story  sembra A Game of Thrones ma con le matite e gli avvocati al posto delle spade e del veleno!


Ah, il libro è stato tradotto anche in Italiano dalla Panini ma vogliono 30€, l'edizione originale costa meno della metà mentre se lo prendete in digitale meno di un quarto. Fatevi due conti

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